10-CONFINATI

Spazi confinati e rischi: individuarli, misurarli e proteggersi!

Lavori in spazi confinati eseguiti internamente all’azienda

Spesso i lavori in spazi confinati vengono sottovalutati comportando enormi rischi agli operatori ed aziende stesse.

In molti casi le aziende che necessitano di operazioni di manutenzione ordinaria/straordinaria di macchinari situati in spazi confinati a rischio, invece di avvalersi di appalti esterni, effettuano tali mansioni direttamente.

A tal proposito pubblichiamo questo articolo molto interessante che prende spunto dallo scritto di  Antonio Fucile (ing. Amministratore unico Asfalia – società tra professionisti – srl) ed estratto dalla rivista mensile ambiente&sicurezza sul lavoro Marzo 2016.

 

Spazi confinati: l’organizzazione delle attività quando i lavori sono eseguiti in proprio

Individuazione

indivisuare i lavori in spazi confinati

Individuazione del rischio di spazi confinati

Per i lavori in spazi confinati che si effettuano all’interno della propria azienda, il Datore di Lavoro, ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08- nella fase di valutazione dei rischi- avrà il compito di individuare e valutare tutti i rischi legati a tali lavori, sia durante le normali attività, sia durante le manutenzioni ed in generale per tutte le attività no routinarie.

La valutazione dei rischi prevede, in via preliminare, l’individuazione dei pericoli.[…]

Una delle maggiori criticità del processo di valutazione e riduzione dei rischi sta proprio nella individuazione degli spazi confinati stessi. A fianco di luoghi facilmente individuabili come confinati (come silos, serbatoi, vasche ecc.) sono infatti da valutare una serie di luoghi che non sono immediatamente riconoscibili come tali.

In Italia non esiste una precisa ed univoca definizione di “spazio confinato”. Nel nostro paese sono disponibili diverse linee guida che, trattando il tema, tentano di definirli. […]

La norma pone a carico del valutatore la responsabilità di individuare, soprattutto nelle situazioni più border-line, le aree e situazioni a rischio, concedendo, in questo come in altri casi, una certa libertà interpretativa. […]

La libertà valutativa deve essere esercitata all’interno delle regole che comunque le norme determinano e non essere utilizzata per semplificare, o peggio per non ottemperare agli obblighi che la norma impone.

Va sempre ricordato infatti che lo scopo ultimo delle norme sulla prevenzione è quello di prevenire gli incidenti che, proprio negli spazi confinati, hanno spesso un esito gravissimo. […]

IMPORTANTE:

Nella individuazione degli spazi confinati vanno considerate anche le attività non routinarie, come costruzione ed installazione, manutenzione e pulizie.

Classificazione

Classificazione del rischio nei lavori in spazi confinati

Classificazione del rischio

Una volta individuati gli spazi confinati è opportuno fare una classificazione degli stessi, cioè cercare di determinare preliminarmente il livello di rischio connesso allo specifico spazio/situazione.[…]

Tale passaggio in realtà NON è previsto da alcuna norma di legge in Italia, non è quindi obbligatorio, ma è fortemente consigliato. […]

Qualche autore prende a riferimento le norme statunitensi, che ad esempio, a seconda del livello di ossigeno o di infiammabili misurato o atteso, classificano le aree in A, B e C e poi su tale base definiscono se per l’accesso a tale spazio deve essere predisposto o meno un permesso di accesso. […]

La cristallizzazione di una situazione può però risultare pericolosa, poiché tende a ingabbiare in uno schema rigido qualcosa che invece è estremamente variabile, generando il pericolo di sottovalutarne i rischi. […]

Sarebbe opportuno adottare una classificazione più semplice, ad esempio valutare se nello spazio in questione sono state contenute sostanze chimiche, o se p presente una sufficiente areazione naturale, o se sono presenti gas in grado di stratificare, ecc.  […]

ART.66 DEL D.LGS. 81/08 – LAVORI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO

E’ vietato consentire l’accesso dei lavori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell’atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L’apertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi.

Valutazione dei rischi

Formazione lavoro in altezza e spazi confinati

Formazione lavoro in altezza e spazi confinati

La valutazione dei rischi dovrebbe essere condotta in due ambiti distinti:

  • Valutazione del rischio di Sistema;
  • Valutazione del rischio della specifica lavorazione.

Nella valutazione del rischio di Sistema deve essere valutato se l’azienda è organizzata per gestire i rischi connessi agli spazi confinati. Quando tali lavorazioni fanno parte della quotidianità si rischia di cadere nel tranello dell’abitudine, abbassando la guardia esponendoci ad alti rischi.

L’autore consiglia quindi di valutare sempre:

  • La formazione del personale ed aggiornamenti frequenti
  • La frequenza delle simulazioni di emergenza e la disponibilità delle attrezzature
  • La corretta reportistica degli interventi effettuati

N.B.

Importante è il corretto e costante controllo di usura dei dispositivi di protezione individuale DPI. Obbligatoria è la loro revisione da parte di aziende certificate.

Per quanto riguarda invece il rischio della specifica attività si dovrà effettuare una valutazione dei rischi riguardante, ad esempio:

  • la presenza di gas pericolosi (presenti o indotti dalle lavorazioni o da ambienti vicini)
  • la presenza di rischi relativi alla carenza di ossigeno
  • la presenza di rischio elettrico
  • la presenza di parti in movimento

Anche i questo caso va tenuto conto di uno dei rischi tipici degli spazi confinati, e cioè la loro estrema variabilità e la elevata velocità con cui i cambiamenti possono avvenire.

 

Misure di riduzione del rischio

Si tratta di misure necessarie poiché dettate da norma, ma il giudizio sulla sufficienza di tali misure è affidato al valutatore ed in ultima analisi al Datore di Lavoro.

Risulta necessario:

  • Misurare il grado di rischio connesso all’ambiente
  • Predisporre misure per la protezione di lavoratori
  • Predisporre misure per l’emergenza
  • Lavorare con personale esperto
  • Predisporre la progettazione della sicurezza (DPR 177/11 – art. 3:” Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi propri delle attivita’ in ambienti confinati, comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco.”)

Nostre conclusioni

Emerge chiaramente che il rischio di incappare sul sottovalutare i rischi dei lavori in spazi confinati è veramente alto. La norma di legge non è precisa e lascia libertà ad ampie interpretazioni da parte del Datore di Lavoro o del Lavoratore stesso.

Importanti sono quindi i requisiti di personale, tecnici e organizzativi dell’azienda, che devono essere in grado di valutare i rischi e prendere le adeguate misure per ridurli.

 

Edis Italia

Offre prodotti professionali per la protezione delle vie respiratorie, anticaduta,  protezione delle mani e dei piedi.

protezione delle mani

protezione delle mani

 protezione delle vie respiratorie

protezione delle vie respiratorie

Protezione anticaduta

Protezione anticaduta

Protezione dei piedi

Protezione dei piedi